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Continua il nostro viaggio nel mondo del soprannaturale giapponese. Va bene che Yuki mi dice di stare tranquillo, ma io un po’ di paura onestamente ce l’ho. Oggi trattiamo un argomento estremamente affascinante, sia in Oriente che in Occidente, perché i fantasmi sono ovunque nel mondo, non credete?

Allora, parliamo degli yūrei 幽霊 che sono i fantasmi della tradizione mitologica giapponese. Come per le loro controparti occidentali, si tratta delle anime dei defunti che sono incapaci di lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace l’aldilà. Il perché di questa condizione transitoria che li pone sospesi tra cielo e terra mi è ignota ma, se possibile con le mie ricerche ed i miei studi, vedrò di darne una spiegazione perlomeno plausibile in futuro.

Tradizione vuole che tutti gli esseri umani abbiano un’anima o reikon  霊魂. Al momento della morte il reikon lascia il corpo e resta in attesa del funerale e dei riti successivi, prima di potersi riunire ai propri antenati nell’aldilà. Se le cerimonie sono svolte nel modo giusto ed appropriato, lo spirito del defunto diventa un protettore della famiglia, a cui torna a far visita ogni anno ad agosto durante la festa Obon お盆, nella quale i vivi porgono ai defunti i propri ringraziamenti.

Nel caso di morti improvvise e violente, oppure se i riti funebri non sono stati effettuati, o ancora se lo spirito è trattenuto nel mondo dei vivi da forti emozioni, il reikon può trasformarsi in yūrei ed entrare in contatto con il mondo fisico. Non tutti gli spiriti che si trovano in queste condizioni però si trasformano in yūrei, perché agire sul mondo fisico dal mondo spirituale richiede una grande forza mentale o emotiva, insomma una carica energetica potente che è comunque l’emanazione di quella che il defunto aveva in vita.

Lo yūrei può infestare un oggetto, un posto o una persona, e può essere scacciato solo dopo aver celebrato i riti funebri o risolto il conflitto emotivo che lo tiene legato al mondo dei vivi, anche se sono presenti delle forme di esorcismo.

In genere sono caratterizzati, nell’aspetto, da alcune peculiarità (benchè vi siano delle eccezioni):

Veste bianca – Simile al folkloristico lenzuolo bianco dell’immaginario collettivo occidentale, gli yūrei sono vestiti di un ampio abito bianco, che ricorda il kimono funerario in uso durante il periodo Edo; il kimono può essere un katabira (una semplice veste bianca) o un kyokatabira (simile al precedente ma decorato di sutra buddhisti).

Hitaikakushi – Un altro elemento di vestiario che li contraddistingue, ma soprattutto in alcune opere teatrali o di carattere comico, e reso popolare principalmente da anime e manga; è un fazzoletto avvolto intorno alla testa che assume una forma triangolare (con la punta rivolta verso l’alto) sulla fronte.

Capelli lunghi e neri – Gli yūrei hanno generalmente i capelli lunghi, neri e scompigliati. Si credeva che i capelli continuassero a crescere dopo la morte, e inoltre tutti gli attori nel kabuki indossavano parrucche.

Mani morte e mancanza della parte inferiore del corpo – Le mani dello yūrei penzolano senza vita dai polsi, che sono generalmente portate in avanti con il gomito all’altezza dei fianchi. La parte inferiore del corpo è del tutto assente, e lo yūrei fluttua nell’aria. Queste caratteristiche comparvero dapprima negli ukiyo-e del periodo Edo, e vennero poi fatte proprie dal kabuki, nel quale per nascondere la parte inferiore del corpo si usava un kimono molto lungo o si sollevava l’attore da terra con delle corde.

Hitodama – Gli yūrei sono spesso accompagnati da una coppia di fuochi fatui (hitodama) in sfumature tetre di blu, verde o viola; queste fiammelle sono considerate parte integrante dello spirito. Le hitodama sono entrate a far parte anche della simbologia di anime e manga, in cui oltre a seguire un fantasma compaiono intorno a persone dall’aria funebre o stati emotivi fortemente depressi.

Approfondiremo l’argomento, non preoccupatevi… per ora sento strani rumori in casa e a anche Syria, la dolce Rottweiler di Yuki si è nascosta sotto un cuscino, sarà un caso?

Antonio Hisao Vaianella

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