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Storia dei samurai:

Il duello tra Miyamoto Musashi e Sasaki Kojiro sull’isola di Ganryū-jima.

Oggi parliamo di uno dei più famosi duelli tra samurai della storia giapponese ma prima ricordiamo chi fosse Miyamoto Musashi.

Nacque nel 1584, stando alla sua biografia, nella provincia di Harima o Banshū, situata nell’Honshū in quella che è l’attuale prefettura di Hyōgo.

Noto anche come Shinmen Takezō, Miyamoto Bennosuke o con il suo nome buddista di Niten Dōraku, egli fu uno spadaccino, filosofo, stratega, scrittore e rōnin (un samurai senza padrone), divenendo famoso per la sua abilità con la spada a doppia lama e il suo record imbattuto di ben 61 duelli. È tuttora considerato un Kensei, un santo spadaccino del Giappone e creò il Niten Ichi-ryū, il suo stile di scherma, e negli ultimi anni di vita scrisse il famoso “Gorin no sho”, il Libro dei cinque anelli.

Il duello in un’opera dove è evidente l’errore dato dal fatto che Musashi non usò le due spade ma la bokken

Così scrive, in relazione alla sua carriera di spadaccino,  William Scott Wilson ne “Il samurai solitario”:

“Secondo l’introduzione del Libro dei Cinque Anelli , Musashi afferma che il suo primo duello riuscito avvenne all’età di 13 anni, contro un samurai di nome Arima Kihei che combatté usando lo stile Kashima Shintō-ryū , fondato da Tsukahara Bokuden (1489–1571).

La fonte principale del duello è l’ Hyoho senshi denki (“Aneddoti sul maestro defunto”). Riassumendo, il suo resoconto è il seguente:

Nel 1596, Musashi aveva 13 anni e Arima Kihei, che era in viaggio per affinare la sua arte, lanciò una sfida pubblica a Hirafuku-mura. Musashi ha scritto il suo nome sulla sfida. Un messaggero venne al tempio di Dorin, dove si trovava Musashi, per informare Musashi che il suo duello era stato accettato da Kihei. Dorin, lo zio di Musashi, ne rimase scioccato e cercò di rinunciare al duello in nome di Musashi, in base all’età di suo nipote. Kihei era fermamente convinto che l’unico modo in cui il suo onore avrebbe potuto essere discolpato era che Musashi si fosse scusato con lui quando era stato programmato il duello. Così, quando arrivò il momento stabilito per il duello, Dorin iniziò a scusarsi per Musashi, che si limitò a caricare Kihei con un bastone ferrato di sei piedi , gridando una sfida a Kihei. Kihei attaccò con un wakizashi , ma Musashi gettò Kihei a terra e, mentre Kihei cercava di alzarsi, Musashi colpì Arima in mezzo agli occhi e poi lo colpì a morte. Si diceva che Arima fosse arrogante, eccessivamente desideroso di combattere e non uno spadaccino di grande talento.”

William Scott Wilson

Ma ora veniamo a quello che sicuramente è conosciuto come uno dei duelli più famosi del Giappone, quello che si svolse tra Miyamoto Musashi e Sasaki Kojiro il 13 aprile 1612 sull’isola di Ganryū-jima (nella foto a fianco), situata tra Honshū e Kyūshū.

Kojiro, detto “Il Demone delle Province Occidentali”giunse all’ora stabilita, ovvero le 8 del mattino, l’ora del Drago, mentre Musashi, che aveva dormito troppo, giunse con ore di ritardo.

 

Alcuni servi di Kojiro andarono a sollecitare Musashi che, dopo un’abbondante colazione, fatta con calma si recò in barca all’appuntamento. Durante la navigazione, sullo stretto di Kanmon, Musashi intagliò un remo dell’imbarcazione ricavandone una rudimentale e improvvisata bokken (spada di legno utilizzata per l’allenamento attualmente nel Kendo) di grandi dimensioni. Giunto sull’isola trovò un infuriato Kojiro che lo  rimproverò aspramente del ritardo.

La tensione nell’aria era palpabile; i due iniziarono il duello dapprima studiandosi e, ad un certo punto, Kojiro balzò verso Musashi con il suo caratteristico colpo dall’alto sferrato con la sua nodachi (spada di grandi dimensioni che può raggiungere la lunghezza di 1,8 metri).

Contemporaneamente anche Musashi saltò e le due armi si incrociarono e andarono a segno. La spada di Kojiro riuscì solo a tagliare la fascia di Musashi, ovvero la hachimaki, che cadde a terra, mentre il colpo di Musashi spaccò violentemente il cranio di Kojiro che morì all’istante.

La vittoria di Musashi alimentò anche la leggenda e il mito che circondano tuttora la sua figura che è fonte di ispirazione per gli amanti delle arti marziali in tutto il mondo.

Questo duello non è solo un evento storico, ma anche una leggenda che attraversa il tempo e ha ispirato narratori, artisti e appassionati di arti marziali, alimentando il mito delle sfide epiche e del confronto tra grandi maestri e samurai.

Miyamoto Musashi di Ishinomori

Nella cultura popolare, Musashi ha ispirato opere di narrativa letteraria, come il romanzo di Eiji Yoshikawa degli anni ’30, e ha influenzato le varie successive rappresentazioni di fantasia, come il manga “Vagabond” di Takehiko Inoue e il manga “Miyamoto Musashi” di Ishinomori Shōtarō.

Vagabond

Ricordiamo anche che nel 2012, lo scrittore Sean Michael Wilson e l’artista giapponese Chie Kutsuwada hanno pubblicato un tentativo di un manga storicamente più accurato intitolato “Il libro dei cinque anelli”, graphic novel basata sulla ricerche di William Scott Wilson.

Musashi appare nei videogames “Onimusha Blade Warriors”, ”Ryū ga Gotoku Kenzan” basato sulla sua vita e nel  gioco di carte “Magic: The Gathering” dove una carta è a lui ispirata, dal nome “Isshin, Two Heavens as One”, così chiamata così per la tencica di Musashi delle due spade.

Oltre queste, tra le altre numerose opere ricordiamo l’anime Onimusha del 2023 che vede una versione immaginaria di Musashi che affronta un viaggio per sconfiggere le forze soprannaturali usando l’Oni Gauntlet, un potente equipaggiamento donato a coloro che combattono le schiere del male.

Inoltre a Miyamoto Musashi è dedicato il Musashi Budokan a Ōhara-Cho, anticamente nella Provincia di Mimasaka ed oggi parte della città giapponese di Mimasaka nella prefettura di Okayama.

Viene comunemente chiamato il Miyamoto Musashi Kenshō Musashi Budōkan ed è un grande dōjō dove si pratica il budō, ovvero  la via marziale giapponese. Il termine è composto dagli ideogrammi kanji bu () e dō (), che si possono tradurre sia come “Via marziale” o “Via della guerra”, ma anche come “Via che conduce alla pace” o “Via che conduce alla cessazione della guerra attraverso il disarmo”.

Per finire ricordiamo che l’isola di Ganryū-jima assunse definitivamente questo nome, poichè precedentemente era nota come Funa-jima, dalla scuola Ganryū di kenjutsu fondata proprio da Kojirō.

Antonio Hisao Vaianella

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