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Da oggi inizia un ciclo di articoli dedicati ai ninja. Già il solo sentire il loro nome riesce ad evocare nelle nostre menti immagini di oscure spie la cui storia è ammantata di leggenda e mistero. Chi erano i ninja realmente, uomini o qualcosa di più?

Lo scopriremo insieme...

Ninja, coloro che sono invisibili, o ancor più nello specifico si chiamano shinobi, per quanto riguarda gli uomini e kunoichi invece per le donne. Vengono definiti usualmente agenti segreti, mercenari o esperti di guerriglia del Giappone feudale. In realtà svolgevano diversi compiti, infiltrazione in zone nemiche, imboscate, ricognizioni, spionaggio, inganno e travestimento, tutto grazie alla loro impareggiabile e segreta arte, il Ninjutsu. A differenza dei samurai, i loro metodi di combattimento erano segreti e oscuri, svolti soprattutto con il favore dell’ombra e delle tenebre e grazie a travestimenti e, per questo, considerati  disonorevoli e rispetto ai valorosi guerrieri che tutti conosciamo. Di certo i ninja non rispettavano le regole di comportamento del Bushido.

 

Anche in questo caso però vi sono alcune eccezioni storiche poiché alcuni samurai famosi furono anche valorosi ninja come, ad esempio, l’ormai conosciuto Hattori Hanzō, o Hanzō il Demone, uno dei capi del Clan ninja di Iga, al servizio dei Tokugawa. Ricordiamo che il suo nome è salito alla ribalta grazie alla magnifica interpretazione, rivisitata e trasformata nella serie di film “Kill Bill” di Quentin Tarantino, data dal compianto Sonny Chiba che, nell’occasione, era un famoso forgiatore di katana in epoca moderna.

 

La loro origine, sebbene si inizi a farne menzione durante il periodo Sengoku, o degli stati combattenti (1467-1603), si perde in realtà in un lontano e leggendario passato. Di fatto fu proprio nel periodo Sengoku che i ninja divennero una realtà strutturata e organizzata tanto che fu allora che sorsero i due principali clan, quello di Iga e quello di Kōka, da noi noto alla fine degli anni ‘70 anche come Koga. In quel periodo le famiglie dei jizamurai, cioè signori di piccoli domini rurali, da noi si sarebbero chiamati piccoli proprietari terrieri, delle province di Iga e della vicina Kōka formarono degli Ikkō-Ikki (一向 一 揆), ovvero fazioni di ribelli autonomi che opposero resistenza ai daimyō, sempre più aggressivi e prepotenti.

 

Erano gruppi di ribelli costituiti principalmente da contadini, monaci buddisti, sacerdoti shintoisti e ovviamente dai jizamurai. Per i clan di Iga e Kōka il passo per divenire ninja fu breve e divennero famosi per le loro attività spionistiche e militari tanto da arrivare a servire importanti signori della guerra tra cui il famoso Tokugawa Ieyasu che utilizzò gli Iga come suo servizio segreto. È proprio da queste zone che proviene la maggior parte di ciò che sappiamo dei ninja anche se, in quell’epoca di guerre, nacquero altri clan ninja importanti tra cui quello legato ai Sanada che ebbe al suo servizio anche un rilevante numero di kunoichi, le donne ninja.

Dopo questa breve introduzione, da domani con la seconda puntata, andremo ad approfondire l’argomento, analizzando la storia dei ninja e a fare la conoscenza di un ninja del periodo Sengoku.

A domani con 忍者Ninja – seconda puntata: Venti di ribellione a Iga e Koga

Antonio “Hisao” Vaianella

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