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Si tratta di salsa di soia aromatizzata agli agrumi, spesso utilizzata per marinare o condire insalate, verdure, carne, yakitori (spiedini di pollo), e molto altro. Questa salsa di norma si abbina ai piatti giapponesi grigliati (pesce o gamberetti) oppure agli yakitori, gli spiedini di pollo.

  • 2 cucchiai di salsa di soia scura
  • 1 cucchiaio di  “Katsuobushi” (fiocchi di bonito, fiocchetti di tonnetto essiccato)
  • 2 cucchiaini di aceto di riso giapponese
  • 1 cucchiaino di mirin**
  • 1 cucchiaio di succo o purea di yuzu*

In una casseruola mettere insieme tutti gli ingredienti tranne il cucchiaio di succo o purea di yuzu. Metterla sul fuoco medio basso e lasciatela sobbollire per circa 5 minuti, non portare la salsa a bollore pieno. Filtrarla con un colino a maglie fitte unire il cucchiaio di succo o purea di yuzu. Lasciare raffreddare prima di servire.

*Lo yuzu è un agrume fortemente aromatico, un incrocio tra il mandarino e il papeda, che si trova difficilmente. Per questo motivo si può sostituire con il limone o il lime

**Si tratta di uno speciale sake (bevanda alcolica nata dalla fermentazione del riso), più dolce e denso ma anche meno alcolico di un normale sake. La sua storia è antichissima: si torna indietro al periodo Sengoku, tra il 1467 e 1603 circa. Il mirin ai tempi era bevuto come bevanda leggermente alcolica; solo successivamente, attorno al periodo Edo (1603-1867), i giapponesi iniziarono a utilizzarlo in cucina, a partire dalla marinatura per l’anguilla o dalla salsa usata per la soba.

 

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