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Questa è una storia quasi sconosciuta e racconta le gesta e la vita terrena di un samurai che fu un idealista, a suo modo un sognatore, e che va giustamente ricordato; eravamo tra la prima e la seconda metà dell’Ottocento e il Giappone stava per cambiare il suo volto…

Sakamoto Ryōma 坂本龍馬fu un samurai giapponese, uno shishi e una figura influente del Bakumatsu, ovvero l’ultimo periodo dello Shogunato Tokugawa, e della restaurazione del potere imperiale del Giappone nel tardo periodo Edo.

Per la precisione gli Shishi, a volte detti anche Ishin Shishi, erano un gruppo di attivisti politici giapponesi del tardo periodo Edo. Di solito il termine è applicato ai samurai anti-shogunato dei clan sud-occidentali di Satsuma, Chōshū e Tosa, benché il termine shishi venga usato anche  con riferimento ai sostenitori dello shogunato, come lo Shinsengumi, di cui parliamo in altri articoli

Era un samurai di basso rango del dominio di Tosa sull’isola di Shikoku e divenne un attivo oppositore dello shogunato Tokugawa dopo la fine della politica isolazionista giapponese del Sakoku (nome con cui si indica la politica di autarchia praticata durante il periodo Edo dallo shogunato Tokugawa, iniziata con un editto dello shōgun Tokugawa Iemitsu nel 1641 ed interrotta d’imperio dal Commodoro statunitense Matthew Perry per opera delle sue Navi nere nel 1853). Ryōma, sotto lo pseudonimo di Saitani Umetarō, operò contro il Bakufu, il governo militare dello Shogun, cosa che lo rese un ricercato dovendo sfuggire alle grinfie dei temutissimi uomini dello Shinsengumi. Ryōma sosteneva la democrazia, il nazionalismo giapponese, il ritorno del potere alla corte imperiale, l’abolizione del feudalesimo e una moderata modernizzazione e industrializzazione del Giappone. Ryōma fu un abile negoziatore ed a lui si deve l’Alleanza Satchō tra i potenti domini rivali Chōshū e Satsuma unendoli contro il Bakufu. L’Alleanza Satsuma-Chōshū o Satchō fu una potente unione militare tra i domini feudali di Satsuma e Chōshū formata nel 1866 per unire i loro sforzi per ripristinare il dominio imperiale e rovesciare lo shogunato Tokugawa.

Ma chi era Sakamoto Ryōma e qual era il contesto storico in cui visse?

Sakamoto Ryōma nacque il 3 gennaio 1836 a Kōchi nell’Han, o dominio di Tosa, situato nella omonima provincia, l’attuale prefettura di Kōchi, sull’isola di Shikoku. Secondo il calendario giapponese, Ryōma è nato il 15° giorno dell’11° mese, del sesto anno di Tenpō (nome dell’era giapponese dopo Bunsei e prima di Kōka. Il periodo va dal dicembre 1830 al dicembre 1844). La sua famiglia aveva il grado di samurai di campagna o gōshi, il grado più basso nella gerarchia dei samurai, che le generazioni precedenti avevano acquistato grazie alla ricchezza accumulata come produttori di sakè. A differenza di altri domini, Tosa aveva una separazione rigorosa tra i joshi, i samurai di alto rango,  e i gōshi, samurai di basso rango. I diversi ranghi erano trattati in modo nettamente differente tanto che persino le aree residenziali erano separate; Sakamoto Ryōma apparteneva alla terza  generazione e la sua famiglia era restata al rango di gōshi.

All’età di dodici anni, Ryōma fu iscritto per un certo periodo a una scuola privata ma, essendo poco portato per gli studi accademici, la sorella maggiore decise di iscriverlo alla scuola di scherma Oguri-ryū quando aveva 14 anni, dopo essere stato vittima di bullismo a scuola. Raggiunta la maggiore età, egli era, a detta di tutti, un maestro di spada. Nel 1853, Ryōma fu autorizzato dal suo clan a recarsi a Edo, oggi Tokyo, sede dello Shogunato, per continuare il suo addestramento e così entrò nel famoso Hokushin Ittō-ryū Hyōhō Chiba-Dōjō, che all’epoca era guidato dal suo primo Preside Chiba Sadakichi Masamichi. Qui Ryōma si diplomò a pieni voti e divenne egli stesso istruttore insieme a Chiba Jūtarō Kazutane, nel quale trovò un caro e fedele amico.

Proprio in quel periodo il Commodoro Matthew C. Perry giunse in Giappone alla guida di una flotta di navi da guerra  degli Stati Uniti allo scopo di porre fine con la forza alla secolare politica del Sakoku di isolazionismo che aveva caratterizzato tutto il peridodo Edo. Nel marzo 1854, Perry fece pressioni sui Tokugawa affinché firmassero la Convenzione di Kanagawa, ponendo ufficialmente fine alla politica del Sakoku ma ampiamente percepita in Giappone come un “trattato ingiusto e diseguale” e visto come un segno di debolezza. Il prestigio e la legittimità dello Shōgun, vera forza del potere dittatoriale, venivano così a cadere. Questa scelta venne presa nonostante il parere contrario della Corte Imperiale di Kyoto. Questi eventi portarono le fazioni anti-Tokugawa a chiedere la restaurazione del potere imperiale e Ryōma, come molti membri della classe dei samurai, iniziò ad attivarsi politicamente per rovesciare lo Shogun e restituire il potere nelle mani dell’Imperatore. Per tale ragione, tornato a Tosa nel 1858, divenne un attivista politico nel Sonnō jōi, il movimento anti-Tokugawa sorto all’indomani della Convenzione di Kanagawa.

 

Fine della prima parte, la seconda e ultima domani, domenica 2 luglio 2023

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