Reading Time: 3 minutes
Toshirō Mifune (三船 敏郎; Tsingtao, 1º aprile 1920 – Mitaka, 24 dicembre 1997) è stato sicuramente uno dei volti maggiormente noti del cinema giapponese ed anche uno dei protagonisti indiscussi del panorama cinematografico mondiale.
Il suo talento e la sua capacità di ricoprire ruoli estremamente complessi, sotto i profili psicologici, caratteriali ed emotivi, ne fanno tuttora, a parere unanime della critica internazionale, uno dei migliori attori della storia del cinema.
Toshirō Mifune nasce a Tsingtao, in Cina, da genitori giapponesi di religione metodista lì giunti come missionari. Resterà in Cina fino all’età di 19 anni aiutando suo padre nel laboratorio fotografico di famiglia. Successivamente, dopo la Seconda Guerra Mondiale, che lo vede arruolato nell’Esercito nipponico in veste di operatore fotografico per le missioni di guerra, viene rimpatriato in Giappone nel 1946 e trova lavoro presso gli studi cinematografici della Toho, come assistente operatore di ripresa. La Toho fu creata da Ichizō Kobayashi, nel 1932 con la denominazione originale di Tokyo-Takarazuka Theater Company (東京宝塚劇場株式会社, Tōkyō Takarazuka Gekijō Kabushiki-gaisha).
Come spesso accade, per le strane vie che il Destino ama riservare alle persone, a causa di uno sciopero di attori la Toho si vide costretta, per trovare volti nuovi, ad organizzare un concorso cui Mifune fu iscritto a sua insaputa. Su 4000 candidati ne furono scelti 48 e tra questi vi era anche lui.
La sua carriera ha così inizio nel film “Snow Trail” di Senkichi Taniguchi del 1947, con la sceneggiatura di Kurosawa, al fianco di Takashi Shimura (志村 喬; Ikuno, 12 marzo 1905 – Tokyo, 11 febbraio 1982), con cui reciterà sia in vari film di Kurosawa che in circa altre 50 pellicole almeno.
La vera svolta arriva però con l’incontro con il grande Akira Kurosawa (黒沢 明; Tokyo, 23 marzo 1910 – Tokyo, 6 settembre 1998) che, rimasto colpito da un primo provino di Mifune cui aveva assistito, lo scrittura per il film “L’angelo ubriaco” (醉いどれ天使 Yoidore tenshi – 1948). In questo film Kurosawa ha modo di verificare la potente presenza scenica di Mifune e da questo momento nasce un sodalizio che vedrà l’attore recitare in molti film del grande regista. Il battesimo a livello internazionale sia per Mifune che per Kurosawa arriva nel 1951, con la vincita del Leone d’Oro al Festival di Venezia per il magnifico film “Rashomon” (羅生門 – La porta nelle mura difensive), pellicola grazie alla quale il cinema giapponese viene finalmente conosciuto oltre i confini nipponici. Con Kurosawa il sodalizio continuò fino al 1965, che lo vide protagonista ad esempio in film come “I sette samurai”, ”Il trono di sangue”, adattamento del Macbeth di William Shakespeare, “La sfida del samurai”, grazie al quale conquista la Coppa Volpi come miglior attore a Venezia. Dopo il film “Barbarossa” (赤ひげ Akahige), purtroppo, a causa di alcune incomprensioni, i due interruppero ogni forma di rapporto per poi riconciliarsi nel 1993, cosa che avvenne al loro incontro per il funerale del regista Ishirō Honda (本多猪四郎 Honda Ishirō; Yamagata, 7 maggio 1911 – Tokyo, 28 febbraio 1993), loro comune amico.
Sono centinaia le pellicole interpretate da Mifune, sia giapponesi che occidentali, e tra queste ricordiamo le sue memorabili interpretazioni in “Duello nel Pacifico” del 1968 insieme a Lee Marvin, “Sole rosso” del 1971 al fianco di Charles Bronson, Alain Delon e Ursula Andress, “1941 – Allarme a Hollywood” di Steven Spielberg, commedia del 1979 che vede nel cast, oltre a Mifune, attori del calibro di Dan Aykroyd, John Belushi, Christopher Lee e molti altri ancora.
Inoltre ottenne un grande successo negli USA ed in Europa partecipando alla serie televisiva Shōgun del 1980, tratta dall’omonimo romanzo di James Clavell, al fianco di Richard Chamberlain.
Negli ultimi anni della sua vita, Toshiro Mifune cominciò a soffrire di diversi problemi fisici che lo portarono a ritirarsi a vita privata. Dopo la morte di sua moglie Sachiko, avvenuta nel 1995, sprofondò in un forte stato di depressione e il contemporaneo sopraggiungere della malattia di Alzheimer e di un tumore ne minarono inevitabilmente la salute. Quello che, almeno noi de La Spada e il Ventaglio, amiamo chiamare “Il Grande Samurai del Cinema” morì all’ospedale di Mitaka a Tokyo il 24 dicembre del 1997, all’età di 77 anni, otto mesi prima di Akira Kurosawa. Toshiro Mifune riposa ora nel Cimitero di Shunjuen a Kawasaki nella Prefettura di Kanagawa.
Dalla moglie, Sachiko Yoshimine, ebbe due figli, Shirô e Takeshi e dall’attrice Mika Kitagawa ebbe una terza figlia, chiamata Mika a sua volta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!