Reading Time: 5 minutes

Nel 1862, Takechi Hanpeita, amico di Ryōma, creò il Partito Lealista di Tosa denominato “Kinnoto”, un’organizzazione di circa 2000 samurai, per lo più del rango inferiore, uniti dal motto Sonnō jōi, ovvero “Riverire l’imperatore, espellere i barbari”. Yamauchi Toyoshige, il daimyō del dominio Tosa, rifiutò di riconoscere il gruppo. In risposta, il “Kinnoto” complottò e uccise il governatore del daimyō, Yoshida Toyo, ma questo accadde dopo che Ryōma ebbe lasciato l’organizzazione in quanto non ne condivideva le idee ritenendo che fosse necessario agire per tutta la nazione e non solo per il dominio di Tosa. Ryōma lasciò quindi senza autorizzazione il proprio clan, cosa non permessa all’epoca e che comportava la pena di morte. Una delle sorelle di Ryōma, per il disonore causato dalla fuga di Ryōma si suicidò. Da quel momento il fuggitivo samurai avrebbe preso il nome di Saitani Umetarō.

Ormai divenuto un rōnin, Ryōma decise di uccidere Katsu Kaishū, alto funzionario dello shogunato Tokugawa e sostenitore sia della modernizzazione che dell’occidentalizzazione. Ma accadde che Katsu Kaishū convinse Ryōma della necessità di avere un piano di più lungo termine per aumentare la forza militare e economica del Giappone per fronteggiare la forte influenza occidentale originata dalla Convenzione di Kanagawa e così, invece di uccidere Kaishū, Ryōma ne divenne alleato e iniziò a lavorare per lui come suo assistente e protetto.

Stemma dei Sakamoto

Nel 1864, quando lo shogunato Tokugawa iniziò ad attuare la linea dura contro i dissidenti, Ryōma fuggì a Kagoshima nel dominio di Satsuma, che stava divenendo un importante centro per il movimento anti-Tokugawa e due anni dopo fu lui che negoziò con successo la segreta Alleanza Satchō tra Satsuma e Chōshū, potenti domini storicamente nemici inconciliabili. Viene spesso considerato il “padre della marina imperiale giapponese“, per aver fondato una vera e propria marina privata, finalizzata alla creazione di una moderna forza navale, grazie anche all’aiuto delle potenze occidentali, per consentire all’Alleanza Satchō di affrontare le forze navali dello shogunato Tokugawa. Fondò conseguentemente la compagnia commerciale Kameyama Shachū nella città di Nagasaki che in seguito divenne Kaientai o flotta di supporto oceanico. Insomma Ryōma era un vero e proprio innovatore.

La successiva vittoria di Chōshū sull’esercito Tokugawa nel 1866 e il crollo ormai prossimo dello shogunato resero Ryōma non più un ronin ma una persona preziosa e utile tanto che i suoi vecchi ‘padroni’ del dominio di Tosa lo richiamarono per avere vantaggi dalle sue ormai comprovate capacità diplomatiche a livello nazionale. Comunque Ryōma svolse nuovamente un ruolo cruciale nelle trattative successive che portarono alle dimissioni volontarie dello Shogun Tokugawa Yoshinobu nel 1867, determinando così la Restaurazione Meiji.

Purtroppo, poco prima che avesse luogo la Restaurazione Meiji, Ryōma fu assassinato all’Ōmiya Inn a Kyoto il 10 dicembre 1867. Una squadra di assassini era riuscita ad irrompere nella sua stanza d’albergo mentre stava discutendo con un amico e socio, Nakaoka Shintarō. Colti di sorpresa  Ryōma, il suo socio e la guardia del corpo, Yamada Tōkichi, furono gravemente feriti, morendo di lì a poco.

La notte dell’assassinio fu infine chiamata “Incidente di Omiya”.

I primi rapporti della Polizia sulla morte di Ryōma e Shintarō portarono ad accusare i membri dello Shinsengumi, fedeli al Bakufu e ai Tokugawa e successivamente il capo della Shinsengumi di Kyoto, Kondō Isami, fu giustiziato con questa accusa. Ma, nel 1870, i membri di un altro gruppo pro-shōgun, i Mimawarigumi, confessarono l’omicidio ma, nonostante questa confessione, il nome degli esecutori materiali dell’omicidio non venne mai scoperto.

Tomba di Sakamoto

È triste pensare che un uomo come Ryōma, un visionario che sognava un Giappone indipendente senza feudalesimo e caste, ispirato da principi secondo cui “tutti gli uomini sono creati uguali”, non abbia potuto nemmeno vedere l’inizio dell’Era Meiji. Ryōma ammirava i principi democratici e studiò approfonditamente i governi democratici occidentali con cui era entrato in contatto, in particolare il Congresso degli Stati Uniti e il Parlamento britannico, vedendoli come modelli per il governo del Giappone dopo la Restaurazione. Egli sosteneva che dopo secoli di potere politico inesistente, la corte imperiale non avesse le risorse e i mezzi per gestire il paese.

Egli scrisse le Senchūhassaku, ovvero le “Otto proposte sulla nave” mentre discuteva del futuro modello di governo giapponese con Gotō Shōjirō, uomo politico  e uno dei capi della restaurazione Meij, a bordo di una nave del dominio di Tosa al largo di  Nagasaki. Egli sottolineava l’importanza di una legislatura bicamerale democraticamente eletta, la stesura di una Costituzione, la formazione di un esercito e di una marina nazionali e la regolamentazione dei tassi di cambio dell’oro e dell’argento; tutto questo per permettere al Giappone di porsi sullo stesso piano delle potenze occidentali, industrialmente e tecnologicamente avanzate. Le proposte di Ryōma probabilmente costituiscono la base per il successivo sistema parlamentare giapponese.

È giusto menzionare anche la moglie di Ryōma, Narasaki Ryō, architetto durante la Restaurazione Meiji, comunemente chiamata Oryō in Giappone. Nacque a Kyoto il 23 luglio 1841, figlia maggiore del medico Narasaki Shōsaku e di sua moglie Shigeno Sada. Aveva due sorelle più giovani Mitsue e Kimi, e due fratelli minori Taichiro e Kenkichi. Suo padre fu arrestato e imprigionato durante la Purga Ansei. Morì dopo essere stato rilasciato dalla prigione quando lei aveva 21 anni.

La Purga Ansei o “Incarcerazione di massa di Ansei” fu un periodo tra il 1858 e il 1860 durante il quale lo shogunato Tokugawa imprigionò, giustiziò o esiliò coloro che non ne sostenevano l’autorità e le politiche di commercio estero. L’epurazione fu intrapresa da Ii Naosuke in opposizione ai lealisti imperiali.

Ii Naosuke fu il daimyō di Hikone ma anche Tairō, una sorta di primo ministro, dello Shogun Tokugawa.

 

 

Oryō sposò Sakamoto Ryōma nel 1864 ed uno degli episodi più importanti della sua vita è rappresentato dal cosiddetto “Incidente di Teradaya”, un famoso scontro tra samurai avvenuto il 9 marzo 1866.

Quella sera gli agenti dello shogunato fecero irruzione nell’albergo per arrestare o assassinare Sakamoto Ryōma.

La donna si trovava, per lavoro, al Teradaya Inn di Kyoto e, mentre faceva il bagno, sentì uno degli assassini all’esterno e, afferrata una lancia, la conficcò, attraverso finestra in carta di riso, in una spalla degli assassini. Uscita di corsa dal bagno andò velocemente, senza abiti, ad avvisare il marito che era nella sua stanza con la sua guardia del corpo Miyoshi Shinzo, permettendo a questi di fuggire e di trovare scampo grazie all’intervento dei samurai di Satsuma.

Oryō, rimasta vedova dopo l’assassinio di Ryōma sposò il mercante Nishimura Matsubē nel 1875 e prese il nome di Nishimura Tsuru.

Nei suoi ultimi anni, Oryō soffrì di alcolismo e nonostante la fama del suo primo marito, Oryō morì in povertà il 15 gennaio 1906, all’età di 64 anni. Fu sepolta a Shigaraki-ji, Ōtsu, Yokosuka, nella prefettura di Kanagawa. Otto anni dopo, con l’assistenza di Mitsuaki Tanaka e Kagawa Keizō, e di sua sorella minore Nakazawa Mitsue, il suo vedovo Nishimura Matsubē e i suoi colleghi riuscirono a erigere una lapide per lei nell’agosto 1914.

Per concludere ricordiamo che:

– il 15 novembre 2003, l’aeroporto di Kōchi è stato ribattezzato Aeroporto di Kōchi Ryōma in suo onore;

– c’è un Sakamoto Ryōma Memorial Museum a sud di Kōchi, con una grande statua in bronzo di Ryoma che si affaccia sul mare. La città di Kōchi ha una serie di attrazioni e luoghi a tema Ryōma, tra cui il Sakamoto Ryōma Birthplace Memorial e il Sakamoto Ryōma Hometown Museum, dedicato a mostrare com’era il centro di Kōchi durante l’infanzia di Ryōma;

– il 15 novembre 2009, l’Hokkaidō Sakamoto Ryōma Memorial Museum è stato costruito ad Hakodate, Hokkaido.

– l’asteroide 2835 Ryoma prende il nome da lui. L’asteroide 5823 Oryo prende il nome da sua moglie.

Antonio Hisao Vaianella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!