Pinky Street (ピンキーストリート, Pinkī Sutorīto): come delle bambole collezionabili diventano un music game (Prima parte)
Fu il 2011: mia sorella voleva la console portatile Nintendo DS di colore rosa, non avendo però mai avuto molte amiche con cui giocare, me la ritrovai in mano pure io, bianca; fino ad allora le uniche cose che avevo preso in mano riguardanti i videogame erano un joystick per SuperMario Bros a casa di mio zio (ma lì ero sotto i 5 anni) e il controller della PlayStation One per Street Fighter a casa della mia amica (la console era di suo fratello e io avevo 12 anni).
Quindi no, non sono una gamer, sono una nerd quanto basta, ma non incallita; premesso questo quando mi ritrovai in mano il Nintendo DS, per la scelta dei game da giocare il criterio era “ciò che sembra carino e adatto ad una bambina” (quindi no sparatutto, no botte, no violenza, anche se ammetto di aver provato una certa scarica di endorfina quando ho messo le mani sui videogames di Naruto e Bleach (se volete di quest’ultimo vi potrei fare anche un articolo, perché mi ricordo che aveva un sistema di carte all’interno) dove sì pestavi i nemici, ma lì mia sorella aveva raggiunto l’età che potevamo diversificare le scelte, lei aveva i cavalli di Bella Sara).
Fu in base al criterio sopracitato che la scelta ricadde sul game “Kira Kira Pop Princess” e non avevo idea di cos’era, nè avevo mai sentito parlare di Rhytm Music Game (a parte quelli in televisione), però, prima di addentrarci, effettivamente, nel mondo kawaii e musicale del videogame, qui in Europa conosciuto con il nome di “Kira Kira Pop Princess” e il suo seguito “Pop Town” (io avevo il primo, non il secondo, lo avrei voluto), bisogna partire dal Giappone e da doll/action figure, le Pinky Street.

Pinky:st.: Le Bambole Modulari che Hanno Rivoluzionato la Collezionabilità Giapponese
Quando si parla di figure da collezione giapponesi, la mente di molti va subito a Nendoroid o Figma. Ma c’è una linea che, grazie alla sua semplicità e alla geniale modularità, ha creato una community di appassionati devoti sin dal 2003, anno in cui la prima bambola, Yoshiko (codice PK001), ha fatto il suo debutto: le “Pinky:st.” (Pinky Street).

Queste adorabili figure in plastica PET, alte circa 10 centimetri, sono delle “action-doll” nate dalla mente creativa della designer BABYsue e prodotte dalla compagnia giapponese Vance Project, entrambe con sede a Tokyo e immerse nel mondo del designer toy. La loro caratteristica più affascinante e il segreto del loro successo risiedono nel concetto di totale intercambiabilità. Ogni figura è composta da diverse parti – testa, acconciatura (capelli anteriori e posteriori), busto e vestiti inferiori – che possono essere facilmente rimosse e scambiate con quelle di qualsiasi altra Pinky:st. della collezione con un semplice click.
Il nome “Pinky” non è stato scelto a caso: le mani e i piedi sono decisamente sovradimensionati, proprio come i personaggi dei fumetti giapponesi. E quel “St.”? Sta per “Street”, a sottolineare lo spirito urbano, vivace e pop che caratterizza questa linea. Ogni figura è pensata per incarnare un personaggio originale, ma spesso si ispira a archetipi della cultura pop giapponese, come anime e manga.
Lamincards
La Filosofia della Personalizzazione
L’idea dietro le Pinky:st. è quella di dare ai collezionisti la possibilità di diventare veri e propri creatori. Combinando e mescolando le diverse parti di vari personaggi, si possono realizzare infinite combinazioni, dando vita a una Pinky unica che rispecchia perfettamente il proprio stile o l’umore del momento. Questa facilità di personalizzazione ha dato vita a una comunità molto attiva, che non si limita solo a scambiare pezzi ufficiali, ma si dedica anche alla creazione di “garage kits” e customizzazioni elaborate, spesso presentate in eventi come il Wonder Festival (di cui trovate approfondimento).
Un aspetto molto apprezzato dai fan è la compatibilità con la scala. Con un’altezza di circa 10 cm, le figure Pinky:st. si integrano perfettamente con accessori e arredi in scala 1:12. Questo consente di creare diorami, stop-motion e scene dettagliate che arricchiscono l’esperienza di collezionismo. Ma ciò che fa davvero la differenza è la facilità con cui si smontano: basta un colpetto secco per staccare la testa e sostituirla con un’altra acconciatura, trasformando una cheerleader in una hacker cyberpunk in meno di dieci secondi.
I volti sono stampati in serigrafia, con espressioni che spaziano dal sorriso sdentato allo sguardo da cerbiatta, mentre gli accessori – cappelli, borse, occhiali, e persino tavole da skate – completano il look. Non ci sono due Pinky uguali, perché ogni collezionista finisce per mescolare pezzi di serie diverse, creando il proprio personale “mix & match”.
Le Pinky hanno vissuto il loro periodo d’oro tra il 2004 e il 2009, con oltre 150 set ufficiali e collaborazioni speciali, come quelle con Sanrio, Evangelion e persino Kiki & Lala. Anche se oggi non sono più in produzione, il mercato secondario è ancora molto attivo: su MyFigureCollection e Yahoo! Auctions Japan, i lotti completi possono superare i 200 €, mentre le teste “chase” – quelle varianti rare che si trovano una ogni due cartoni – sono diventate veri e propri pezzi da collezione. E se pensi che siano solo giocattoli, ti sbagli di grosso: molti customizer le riverniscono, creano abiti in scala e le trasformano in personaggi originali, dimostrando che la creatività, anche in formato tascabile, non ha davvero limiti.
My Melody (Sanrio) & Rei Ayanami (Evangelion)
Un Universo di Edizioni e Collaborazioni
L’universo di Pinky:st. è davvero ampio e si suddivide in varie categorie per accontentare ogni tipo di collezionista. Oltre alle “Serie Regolari” e alle “Serie Repaint” (che presentano gli stessi modelli ma con colorazioni diverse), questa linea è famosa per le sue tante collaborazioni, che hanno visto coinvolti anche artisti di fama come Range Murata e marchi celebri come Sanrio, con le adorate My Melody e Kuromi.
Es. Regular series
Es. Repaint series
Es. Range Murata
Es. My Melody & Kuromi
* P:chara (Character): Scopri speciali rilasci basati su personaggi iconici di anime, manga e videogiochi. Il nostro catalogo include titoli cult come “Neon Genesis Evangelion”, “La Malinconia di Haruhi Suzumiya”, “Street Fighter” e “Gunslinger Girl”.
Neon Genesis Evangelion
La malinconia di Haruhi Suzumiya
Street Fighter
Gunslinger girl
* P:coll (Collaboration): Figure realizzate in partnership con marchi di moda giapponesi (come Super Lovers o Mono Comme Ca) o altri brand famosi (come Post Pet o i modellini Choro-Q).
Super Lovers
Mono Comme Ca
Post Pet
Choro-Q
* P:cos (Cosplay): Versioni standard delle Pinky:st. che indossano abiti insoliti o costumi a tema (ad esempio, yukata o cosplay di personaggi animati).

Ci sono poi Edizioni Speciali dedicate a personaggi di culto, come i musicisti della band visual kei Arc En Ciel (presumo sia una cosa di cui non ci si debba por domande).

Il loro successo ha superato i confini del mondo fisico, dando vita a una serie di altri media, come manga, un Drama CD, un OVA (Original Video Animation) e due giochi per Nintendo DS (“Pinky Street: Kira Kira Music Hour” e “Pinky Street: Kira Kira Music Night”, che sono stati tradotti in “Kira Kira Pop Princess” e “Pop Town”, di cui parlerò in un’altra sezione). Questo dimostra chiaramente l’impatto culturale che queste piccole bambole modulari hanno avuto nel panorama del collezionismo giapponese.

La Collezione e la Community
Uno degli aspetti più affascinanti di Pinky:st è la sua vivace comunità di appassionati. Collezionisti di ogni età si ritrovano online per condividere foto, racconti e suggerimenti su come arricchire le loro collezioni. Piattaforme come il fandom di Pinky:st e MyFigureCollection.net offrono spazi dove i fan possono discutere delle ultime novità, scambiare figure e persino inventare storie originali con le loro miniature.
La community ha anche giocato un ruolo fondamentale nel mantenere viva la linea di prodotti, spingendo Vance a lanciare nuove figure e collezioni. Eventi come fiere del fumetto e mostre di modellismo sono occasioni ideali per i fan di incontrarsi e celebrare la loro passione comune; si possono trovare recensioni e foto che dimostrano l’entusiasmo globale per questi pezzi.

Una Comunità Creativa
Al di là delle versioni ufficiali, attorno alle Pinky St. si è creata una vivace comunità di appassionati che si dedicano alla customizzazione. Sono stati messi a punto kit garage per modifiche personalizzate, e eventi come il Wonder Festival sono diventati imperdibili per mostrare creazioni non ufficiali e opere artigianali. Inoltre, sono stati rilasciati adesivi e pennarelli speciali, così i collezionisti possono personalizzare ulteriormente le loro bambole. Questo affascinante mondo kawaii in miniatura continua a incantare collezionisti nostalgici e nuovi appassionati, dimostrando il potere duraturo di questi piccoli capolavori del design giapponese.

L’Impatto Culturale
Pinky:st non è solo un fenomeno di collezionismo; ha avuto un impatto notevole sulla cultura pop giapponese e oltre. Queste figure sono apparse in vari contesti, dai video musicali ai cortometraggi, dimostrando quanto siano versatili e affascinanti. Inoltre, il design delle Pinky:st ha ispirato altre linee di giocattoli e merchandise, contribuendo a diffondere lo stile kawaii in tutto il mondo. In un’epoca in cui la digitalizzazione regna sovrana, Pinky:st rappresenta un ritorno al tangibile, un modo per i fan di connettersi con la loro creatività e passione. Queste figure non sono solo oggetti da collezionare, ma anche strumenti per esprimere la propria individualità e il proprio stile.

Curiosità e prototipi mai nati
Nei cataloghi promozionali del 2005-2006, si trovavano bozzetti di serie che i fan aspettano ancora con ansia: un set “Tokyo Metro” con Pinky e Kerry vestiti da macchinista e bigliettaia, completo di binari in plastica trasparente; una collaborazione con Hello Kitty che non ha mai visto la luce, pensata per trasformare le orecchie della gattina in chiappe intercambiabili; e, soprattutto, i “Pinky Boys”, una linea maschile con un torso più ampio e scarpe oversize, che Jun Planning ha deciso di cancellare all’ultimo minuto per mancanza di pre-ordini. Tuttavia, alcuni prototipi sono riusciti a uscire dalla fabbrica: nel 2019, un venditore di Akihabara ha messo all’asta su Yahoo! Auctions Japan tre teste maschili dipinte a mano e un paio di braccia “meccaniche” in metallo argentato – pezzi unici che hanno raggiunto i 90.000 yen. Un altro mistero è la “Pinky Black”, una versione total-black con occhialini rossi, apparsa solo in un poster del Tokyo Toy Show 2004: nessuno sa se sia mai esistita fisicamente, ma le foto sono ancora disponibili nel fandom wiki.
Dounjinshi, volantino, calendario 2009/10
Mini-guida al modding in 5 passi
1. Smontaggio pulito: usa un cacciavite a taglio piccolo per sollevare delicatamente le giunzioni; le Pinky hanno perni in ABS che si scollano se forzati.
2. Preparazione: lava i pezzi con acqua tiepida e sapone neutro, poi carteggia leggermente con carta 1000 per far presa alla vernice.
3. Colori: acrilici opachi o smalti per modellismo vanno benissimo; per i volti usa aerografo o pennello 10/0 e fissa con primer trasparente.
4. Capelli: puoi dipingere la parrucca esistente o sostituirla con filato Dollyhair; scaldalo 3 secondi con phon per modellarlo.
5. Sigillatura: una mano di vernice satinata o opaca (Mr. Super Clear) protegge il lavoro e unifica il finish. Ricorda: le giunzioni si usurano dopo 20-30 smontaggi, quindi conserva sempre i pezzi originali.
Con questi trucchi la tua Pinky diventa un pezzo unico, pronto per il diorama o la vetrina.

Perché Pinky St è Speciale?
A differenza di altre bambole statiche, Pinky St invita a “giocare” con il design. La possibilità di assemblare e reinterpretare ogni elemento rende ogni creazione unica. Inoltre, il focus su temi narrativi (come storie di fate o leggende gotiche) trasforma ogni doll in un personaggio con una propria identità.
Per gli appassionati, Pinky St è più di un hobby: è un modo per esplorare la moda e la creatività in scala ridotta, dove ogni dettaglio conta. Se vuoi approfondire, il wiki ufficiale (https://pinky-street.fandom.com/wiki/Pinky_St.) è una risorsa ricchissima di informazioni.

Continuiamo la prossima volta con la loro trasposizione in OVA.
Samantha Sisto
Photo credits in this article:
http://www.imadokicollection.it/WebImadoki_18_Pinky/pinky_home.html;
https://pinky-street.fandom.com/wiki/Pinky_St.;
https://www.suruga-ya.com/en/product/185009458;
https://www.suruga-ya.com/en/product/185016912?srsltid=AfmBOoqoyDOZSu3Btq8gwGpKjREDb8SPSVIzmhgHtZ0ld_o0WX5xytlo;
Info credits for this article:
https://en.wikipedia.org/wiki/Pinky:st.;
http://www.imadokicollection.it/WebImadoki_18_Pinky/pinky_home.html;
https://pinky-street.fandom.com/wiki/Pinky_St.;
https://myfigurecollection.net/entry/23359


